Venerdi, 24 marzo 2017 - ORE:13:03

Ammortizzatori: Niente intesa tra piccole e grandi imprese


Sulla riforma del mercato del lavoro neanche le imprese hanno ancora trovato una linea comune da seguire. Nell’ultimo incontro tra il governo e le parti sociali, tenutosi presso il Ministero del Lavoro, l’esecutivo è entrato nel merito della riforma. Per quanto riguarda l’accordo con il Pd, necessario per l’approvazione in Parlamento, il partito di Bersani è spaccato in due.

Il malessere e le tensioni interne sono dovute in gran parte al fatto che la Cgil è assolutamente contraria a qualunque tipo di intervento sull’articolo 18. Il gruppo dei democratici che si dichiara d’accordo con la linea dell’attuale presidente del Consiglio è guidata da Walter Veltroni, che afferma di “non voler lasciare Mario Monti alla destra”. Linea condivisa dal capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Giachetti, che afferma che “terrà le mani libere e voterà secondo coscienza”, nonostante le opinioni dei sindacati.

Della stessa idea Marco Follini, che si definisce “un tifoso del governo Monti” e sostiene di non essere convinto “di un partito che si appiattisce sulla linea sindacale”, e che quindi darà il suo si alla riforma. L’ex premier Romano Prodi, in un’intervista, si è definito “sconvolto” dalle parole di Veltroni, e appoggia la parte del partito contraria al distacco dalla linea della Cgil. Nel Partito Democratico è presente anche una corrente che al no diretto al governo preferiscono l’astensione, come Cesare Damiano, che parla della necessità “di dare un segnale”, astenendosi. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prova a cercare un compromesso.

Ad un’ipotesi di mediazione sulla riforma del lavoro Cisl e Uil hanno già detto si, la Cgil sta ancora valutando. Il dibattito tra il governo e le parti sociali riguarda soprattutto i contratti e “flessibilità in entrata”, fortemente sostenuta da Confindustria, Abi, Ania e dalle Cooperative. Incerta Rete Imprese Italia che per adesso non si schiera in quanto, come afferma Marco Venturi, il presidente, il dialogo con le altre imprese “non ha dato i risultati attesi”, e che “sono emerse posizioni diverse da Confindustria”. La posizione del presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, emersa al termine del direttivo di Confindustria, è stata chiara: “la riforma del mercato del lavoro è importante, come del resto le pensioni e le liberalizzazioni, e deve essere fatta. Tutti lavoriamo ad un accordo per aumentare l’occupazione, la crescita e la produttività, poi sarà il governo a decidere”.

Il punto di disaccordo tra le piccole e le grandi imprese comunque non è tanto la riforma del lavoro, quanto il tema degli ammortizzatori sociali. Per molti artigiani e commercianti infatti, non è chiaro come Confindustria e le altre associazioni vogliano orientarsi. Per questo Venturi sostiene che “dobbiamo capire dove questo intervento complessivamente va a parare” e parla di “contenuti diversi sui temi del lavoro”.



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