Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:18:36

E fu così che Mediaset conobbe il bilancio in negativo


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Ricavi in forte flessione (-12%), pubblicità che non riparte, Italia e Spagna che faticano insieme. Il risultato per Mediaset è la prima perdita della sua storia, molto più pesante delle previsioni a causa di svalutazioni e accantonamenti: -287 milioni il risultato netto 2012, -235 milioni il risultato operativo, che fotografa il funzionamento (o la difficoltà) del business ed è meno influenzato da tasse pagate o risparmiate.

Quindi niente dividendo dopo i 10 centesimi dell’anno scorso, come le banche di affari avevano anticipato, pubblicità in calo l’anno scorso del 16%, in gennaio del 14,5%, e pochi segnali di miglioramento in vista, come spiegato durante la conference call con gli analisti. Qualche attesa per il secondo semestre, ma quel che serve per ridare un po’ di fiducia agli investitori è anche un governo, come dice al mondo degli affari il direttore finanziario del Biscione, Marco Giordani.

Un “rosso” che sa di sconfitta su tutti i fronti

Il `rosso´ è simbolico (Mediaset ha sempre presentato bilanci in utile da quando è nata da Fininvest e si è quotata in Borsa, nel lontano 1996), ma atteso. La novità sta nelle «svalutazioni e accantonamenti per adeguare al nuovo contesto i valori dei principali diritti sportivi e delle risorse artistiche», oltre a «oneri di ristrutturazione non ricorrenti». Senza il risultato netto sarebbe stato in perdita di 47 milioni, di poco superiore alle stime degli analisti.

L’indebitamento finanziario si è ridotto passando dai 1.890 milioni di inizio 2012 a 1.712 milioni del 31 dicembre, mentre il piano di contenimento dei costi sta funzionando: le spese l’anno scorso sono scese di oltre 300 milioni, più dei 250 previsti dal piano triennale, che potrebbe essere implementato oltre i 450 milioni a regime, che erano il primo obiettivo.

La colpa sarebbe da ricondurre alla difficoltà di formulare previsioni attendibili

In Italia la generazione di cassa del gruppo ha registrato una decisa crescita a 245 milioni contro i precedenti 144, mentre contiene il calo Mediaset premium in un momento duro per il settore della pay tv. Ma il futuro prossimo per gruppo rimane poco chiaro. «Anche nel 2013 l’attenzione rimane centrata sulla generazione di cassa e sulla profittabilità nel medio periodo – afferma il Biscione – ma la scarsa visibilità e la situazione di incertezza e instabilità economica» in Italia e Spagna «non consentono di formulare previsioni attendibili circa l’evoluzione dei ricavi pubblicitari su base annua».



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