Lunedi, 24 aprile 2017 - ORE:13:14

Economia, Enel rischia il tracollo


enel

Da una parte, quella positiva, il calo della domanda di energia in Italia, Spagna e – per la prima volta – anche in Russia. Mentre sul fronte delle note positive, ci sono la crescita delle divisioni Energie rinnovabili e Infrastrutture e reti. Sono questi gli elemnti che hanno determinato i risultati dei primi tre mesi del gruppo Enel. Numeri tutti in calo, visto il difficile contesto in cui opera la società nei due principali mercati di riferimento, anche se in linea con il piano presentato al mercato nel marzo scorso.

L’Enel soffre il calo della produzione di energia

Enel, secondo i numeri approvati ieri dal cda, ha realizzato nel primo trimestre 2013 un utile netto consolidato pari a 852 milioni, in calo del 26,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. In realtà, il dato è inficiato dai proventi una tantum per la cessione nel primo trimestre 2012 del provento derivante dalla cessione del 5,1% del capitale di Terna (185 mln). Se si esclude l’effetto di tale provento, soggetto ad un regime fiscale di sostanziale esenzione, l’utile netto ordinario del gruppo del primo trimestre 2013 è in diminuzione di 121 milioni di euro (-12,4%). Tornando alla trimestrale, il fatturato dei primi tre mesi è pari a 20,885 miliardi (in calo dell’1,5%), mentre l’ebitda si trova a quota 4,077 miliardi (-4,2%). L’indebitamento si attesta a 43,291 miliardi, in aumento di 343 milioni (+0,8%) rispetto a fine 2012.

L’indebitamento è destinato ad aumentare

Quello che colpisce è il calo della produzione di energia, oramai diventato un dato strutturale, scesa dell’8,9% a 70,9 TWh: in particolare in Italia le centrali del gruppo hanno prodotto 17,4 TWh, il 12% in meno. In calo è anche la produzione realizzata all’estero (53,5 TWh), essenzialmente a causa del minor apporto degli impianti di Endesa. Le vendite di energia elettrica nel periodo, spiega la nota della società, si sono attestate a 76,7 TWh, con un decremento del 7,1%, “prevalentemente riferibile alle vendite in Italia, Spagna e Francia”, anche per l’uscita dal progetto Flamanville3 avvenuta a fine 2012.



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