Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:18:35

Fornero a Caselle tra gli operai: contestata e applaudita all’arrivo


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Torino – Contestazioni ma anche applasi. È questo il resoconto finale dell’incontro presieduto a nome del governo dal ministro del Welfare Elsa Fornero. Il ministro ha accettato l’invito degli operai dello stabilimento ,che è stato sottoscritto da mille firme, e che è stato fortemente voluto dalla FIOM. «Non sono qui per convincervi ma perché ritenevo importante partecipare e rispondere al vostro invito», ha detto la Fornero.

Al centro del dibattito si sono tenuti i temi riguardanti articolo 18, riforma degli ammortizzatori sociali, pensioni, ricollocamento dei lavoratori ultracinquantenni e hanno suscitato l’interesse da parte di tutte le parti sociali: lavoratori e non.

Un incontro che però non si è risolto nel migliore dei modi visto che il Ministro non è riuscito a convincere gli operai ma che però ha portato ad un esito sperato e cioè la rinuncia allo sciopero generale. Ma come mai si è arrivati a questo incontro? Entrando nel merito della questione sono circa 3.500 i dipendenti di Alenia Aermacchi negli stabilimenti di Caselle Nord, sud e di corso Marche, a Torino. A novembre i sindacati hanno raggiunto un accordo con l’azienda per l’uscita anticipata di 700 addetti che si sommano ai 787 usciti dopo l’accordo preso alla fine del 2010.

Ma quello che preoccupa sono le temute ricadute negative per questi lavoratori. Sembra che tra i presenti all’assemblea ci sia stata soltanto qualche interruzione ma priva di pesanti contestazioni. All’arrivo del Ministro circa cento operai hanno manifestato in mezzo alle bandiere della Fim-Cisl,della Fismic e dell’Ugl.

Molti non hanno apprezzato il fatto che la Fornero abbia spiegato la riforma: «non ha senso che un ministro debba venire in fabbrica a spiegarci la riforma, è un compito dei sindacati», afferma un lavoratore arrivato da una fabbrica di Rivoli. Molti infatti si sono presentati ai cancelli con cartelli come: « Fornero la riforma non va spiegata, va cambiata»

Ma nel corso del dibattito le proteste si sono placate.«La riforma del lavoro – ha detto la ministra – è necessaria perchè il nostro mercato del lavoro negli ultimi 15 anni ha funzionato troppo poco, poca occupazione, basta qualità e precariato. Si è creato un’occupazione mordi e fuggi per i giovani: flessibile, ma di una flessibilità non sana, non positiva. È importantissimo, perchè occupazione di questo tipo non crea presupposti per produttività.

Così il Paese non cresce. Non crea prospettive ai giovani, e manda lavoratori in pensione troppo presto. Il Paese era bloccato e senza crescita»

Il ministro ha concluso dicendo che molte imprese italiane si stanno spostando all’estero e portano la produzione fuori dal nostro paese, lasciando gli operai senza un posto fisso. La Fornero ha inoltre ricordato che il futuro dell’Italia dipende anche dalla Francia e dal debito pubblico che per adesso ci costa circa un miliardo di euro al giorno.Proteste a applausi a parte, è la prima volta, e questo le è stato reso merito,che un ministro accetta di entrare in fabbrica per parlare con il lavoratori e questo è piaciuto molto.



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