Giovedi, 22 giugno 2017 - ORE:18:31

I titoli italiani sono un peso per l’Eurozone


eurozone

L’Italia economica comincia a rompere le scatole

A quanto pare, quasi la metà dei titoli di stato dei paesi dell’Eurozone ottenuti dalla Bce per puntare al contenimento dell’aumento degli spread sono italiani. Questo è quello che è emerso dai numeri diffusi oggi dall’Eurotower. A fine 2012 Francoforte ha fatto il pieno di 218 miliardi di titoli di Stato, calcolati sul valore di rimborso a scadenza.

Tra questi soldi, 102,8 miliardi sono titoli pervenuti dal copioso debito pubblico dell’Italia, poi Spagna per 44,3 miliardi, Grecia 33,9 miliardi, Portogallo 22,8 miliardi, Irlanda 14,2 miliardi. Stessa musica nel caso i bond governativi vengano valutati con il metodo del costo ammortizzato. L’ammontare totale è pari a 208,7 miliardi: Italia 99 miliardi, Spagna 43,7 miliardi, Grecia 30,8 miliardi, Portogallo 21,6 miliardi, Irlanda 13,6 miliardi.

Ovviamente non stiamo discutendo di alcuna sorpresa dalla maggioranza dei bond del debito pubblico italiano che rimane, neanche a dirlo, quello più grande rispetto a tutti i paesi periferici. A livello di maturità media dei bond acquistati dalla Bce, quelli Irlandesi sono quelli con la più lunga vita residua (4,6 anni), poi quelli italiani (4,5 anni).

La vita residua piu’ breve, invece, è quella che caratterizza i bond governativi portoghesi (3,9 miliardi). I numeri propagati, al momento, fanno riferimento agli acquisti effettuati solo nell’ambito del Securities Market Programme (Stm).

Stiamo parlando, ovviamente, del programma di sostegno avviato dalla Bce alla meta’ del 2010, allo scoppio delle crisi del debito ellenico. Questi, è terminato lo scorso settembre quando l’Stm e’ stato sostituito dall’Outright Monetary Transactions (Omt).

L’Omt, ovviamente, non ha ancora avuto neanche un inizio, a differenza del precedente programma (Stm). Questa soluzione richiede di sottoporsi alle condizioni di aggiustamento strutturale fissate dal Fondo europeo salva-stati.

Per la nostra economia: un autentico affronto…



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