Venerdi, 24 marzo 2017 - ORE:13:00

La Bce e la Fed: un tentativo di analisi


Il ministro dello Sviluppo economico italiano, Corrado Passera, di recente ha detto: “la scelta della Bce di assicurare liquidità illimitata alle banche è molto saggia e fortunata”. Fino a pochi mesi fa molti opinionisti pensavano che la Federal Reserve americana fosse disposta, pur di salvare il sistema, a rischiare tutto; mentre la Banca centrale europea era descritta come prussiana, rigida, e quindi sempre un passo indietro alla Fed.

Francoforte veniva vista come una sede popolata da tecnocrati incapaci di agire e di risolvere i problemi, mentre il banchiere Ben Bernanke veniva definito “Helicopter Ben”, l’uomo che getta dollari da un elicottero per far circolare l’economia. Se osserviamo i dati statistici attuali ci accorgiamo di quanto queste considerazioni siano infondate. I dati dimostrano infatti che la Bce, attraverso le sue aste illimitate di liquidità, ha “sorpassato” la Fed, contraddicendo anni di critiche rivolte a Francoforte. L’Europa oggi agisce, sotto molti aspetti, con molta più decisione della Fed, ed è essa che di più rischia di perdere il controllo dei prezzi. La Bce nell’ultimo periodo entra nel sistema finanziario globale molto più di quanto abbia mai fatto la Fed.

Osserviamo la dimensione del bilancio delle due grandi banche centrali. Nella storia del capitalismo finanziario questo è cresciuto a livelli senza precedenti. Nel 2008 il fallimento della Lehman Brothers fece letteralmente esplodere il bilancio della Fed, che passò da circa 850 a quasi 3000 miliardi di dollari. L’offerta di credito, sparita dal mercato, è stata sostituita da Bernanke con la creazione di denaro. Per quanto riguarda la Bce, che fino a sei mesi fa gestiva una somma di circa duemila miliardi di euro di attivi, di recente il suo bilancio è salito a tremila miliardi di euro (con l’assenso silenzioso della Bundesbank). La Bce immette nell’economia attualmente una quantità di denaro pari a un terzo del Prodotto interno lordo dell’area euro e al doppio del Pil dell’Italia.

Se messa in confronto con questi dati perfino la Fed sembra avere una presenza limitata nel sistema finanziario degli Usa. Infatti il bilancio dell’istituto di Washington è pari a circa il 20% della taglia dell’economia statunitense. Dobbiamo anche considerare la diversa struttura delle due economie; la differenza fondamentale tra la Fed e la Bce sta nel fatto che quest’ultima concede moltissimi prestiti alle banche, proprio perché in Europa il credito è filtrato di più dalle banche rispetto ai mercati obbligazionari. Quel che resta dubbio (e in alcune occasioni genera inquietudine) è che cosa questi istituti faranno di questa immensa massa di liquidità dopo aver comprato titoli pubblici.



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