Lunedi, 11 dicembre 2017 - ORE:06:45

Lavoro: un grave problema che affligge l’Italia


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In Italia la crisi finanziara si fa sentire e non risulta come unico problema grave in evidenza. Infatti una grande percentuale di cittadini in cerca di una professione, attualmente non trova richiesta di lavoro. Le prime motivazioni che vanno ricercate per spiegare la crisi finanziaria e il conseguente calo di richiesta di lavoro, sono lo stallo momentaneo delle imprese e la pressione fiscale molto alta.

Infatti è stato rilevato che gli stipendi dei lavoratori italiani sono tra i più bassi di tutta Europa. Inoltre le continue polemiche relative all’articolo 18 non hanno portato ancora ad un accordo solido. Le opinioni al momento sono discordanti, e non si riesce a trovare il giusto compromesso che metta tutti d’accordo. Le aziende sono stufe di vedersi sanzionati dalla legge per licenziamenti ai cosiddetti “lavoratori fannulloni“, mentre i lavoratori dalla loro parte chiedono una maggiore tutela per quanto riguarda il posto di lavoro fisso.

Se andiamo a controllare, noteremo che la ricerca dell’Eurostat dice tutto (come già sottolineato nei giorni scorsi). In effetti gli stipendi italiani non solo sono tra i più bassi d’Europa, ma sono addirittura inferiori come quote a quelli della Grecia, un paese attualmente in crisi economica. Eppure la Grecia dovrebbe essere in una situazione finanziaria peggiore rispetto all’Italia.

Quindi per quale motivo siamo arrivati a questo punto? In realtà non esistono risposte certe e sicure a questa domanda. Si tratta infatti di una serie di circostanze che forse non erano state calcolate o prese seriamente in considerazione per una tutela da parte del governo. L’evasione fiscale è sicuramente uno dei motivi principali per cui un normale cittadino su 10 deve pagare più tasse; i problemi e le difficoltà legate all’evasione sono molteplici; infatti, nonostante l’inasprimento delle sanzioni, pare che l’evasione fiscale sia una delle più grosse motivazioni per cui oggi l’italia sta colando a picco. Seconda motivazione la ritroviamo in un progressivo impoverimento delle finanze italiane; così anche le aziende hanno rallentato i propri profitti e non possono garantire stipendi in linea con le altre potenze europee.

Un problema che il governo Monti sta attualmente cercando di risolvere è la pressione fiscale. Infatti senza di quella le imprese avrebbero maggiori speranze per riprendere il proprio ciclo di profitto in tempi brevi. Inoltre lo stesso articolo 18 tutela il lavoratore con un posto fisso, ma lascia scoperti tutti quei giovani che sono in cerca di lavoro o che sono lavoratori precari. L’aspetto brutto risiede proprio in questo punto: Attualmente il governo sta attuando un piano che porti all’abbattimento di certi costi e alla riduzione del debito pubblico.

Percui una delle tante scelte fatte è stata quella di allungare gli anni di contributi per l’età pensionabile, rischiando quindi di lasciare senza prospettiva di lavoro le nuove generazioni di lavoratori. Ma quello che l’opinione pubblica dovrebbe chiedersi è “come puo’ funzionare bene uno stato in cui l’età media dei lavoratoti con posto fisso superano i 50 anni?”.

Sembra logico pensare che i giovani siano più reattivi e svegli rispetto alla vecchia generazione di lavoratori. Ad ogni modo, molte delle nostre più brillanti menti emigrano all’estero. Una soluzione sostanzialmente negativa per la nostra nazione, poichè vengono persi dei punti di riferimento culturali su cui costruire le basi della nuova politica del lavoro.



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