Giovedi, 21 settembre 2017 - ORE:03:39

Parmalat, ancora troppe incognite


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Il Tribunale di Parma attende ancora

Il presidente del Tribunale di Parma, Roberto Piscopo, ha deciso di prendere ancora un po’ di tempo in merito alle richieste della procura e delle parti dell’udienza Parmalat-Lactalis. Piscopo collocherà nei prossimi giorni la sentenza (invocata ai sensi dell’art. 2409 del codice civile) e le motivazioni allegate.

Intanto, procuratore Gerardo Laguardia ha espresso ai cronisti che il suo ufficio ha «fondate ragioni» per aver chiesto lo scioglimento del cda Parmalat, la nomina di un commissario «ad acta» e la disposizione di un’ispezione che appuri cosa è successo nel corso dell’acquisizione (nel maggio del 2012) di Lactalis Usa da parte di Parmalat (che è controllata da Lactalis Francia).

Tutte le incertezze in merito a questa operazione infragruppo, sollevati dalla denuncia di azionisti di minoranza, hanno condotto al procedimento civile che, in questo momento, deve accertare se effettivamente i vertici Parmalat hanno agito in contrasto con gli interessi aziendali. Per quanto concerne la procura, invece, l’acquisizione di Lactalis Usa (Lag) potrebbe essere il sistema illecito attraverso cui i vertici francesi di Lactalis sono riusciti a mettere le mani su 900 milioni di euro presenti nelle casse di Parmalat.

A confermarlo ci sarebbero alcune mail acquisite dalla Guardia di Finanza e da Consob nella sede di Mediobanca, che dell’operazione infragruppo è stata advisor. Nonostante Mediobanca fosse creditrice di Lactalis, i vertici della banca non sostennero affatto quell’operazione.

Stando alle mail acquisite dagli inquirenti, i manager della banca contestavano la fretta eccessiva e le pressioni di Lactalis per concludere l’operazione. Ancora, poi, il prezzo di acquisto sollevava perplessità negli advisor. Nonostante ciò, il via libero all’operazione è giunto e Parmalat ha potuto acquistare la società di proprietà della sua controllante.



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