Domenica, 22 gennaio 2017 - ORE:02:38

Rcs, pronto l’aumento di capitale


Rcs

L’incontro tra i membri del patto di sindacato che controlla la Rcs Mediagroup (la società editrice, tra l’altro, del Corriere della Sera) non è stato breve: quattro ore nella sede del gruppo al centro di Milano. D’altronde quel che c’era da discutere non era di poco conto: il piano industriale dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane e l’aumento di capitale che dovrebbe fornire mezzi freschi per almeno 400 milioni entro luglio (più altri 200 entro il 2015) al gruppo assediato dalla flessione dei ricavi e dai debiti provenienti da alcune operazioni del passato, in particolare l’acquisizione della spagnola Unedisa.

Si vociferava di uno scioglimento dell’accordo

I manager di Assicurazioni Generali ci stanno ancora riflettendo, mentre non sottoscriveranno i Benetton e Merloni. Una riunione «proficua», secondo Giampiero Pesenti. Ma certo l’incontro tra i membri del patto di sindacato che controlla la Rcs Mediagroup (la società editrice, tra l’altro, del Corriere della Sera) non è stata breve: quattro ore nella sede del gruppo al centro di Milano. D’altronde quel che c’era da discutere non era di poco conto: il piano industriale dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane e l’aumento di capitale che dovrebbe fornire mezzi freschi per almeno 400 milioni entro luglio (più altri 200 entro il 2015) al gruppo assediato dalla flessione dei ricavi e dai debiti provenienti da alcune operazioni del passato, in particolare l’acquisizione della spagnola Unedisa.

Il clima è ottimo

Se non tutti i soci del patto sottoscriveranno, la quota di controllo, attualmente del 58%, inevitabilmente si diluirà. Per questo erano corse voci di un possibile scioglimento anticipato dell’accordo. Ma sempre Giampiero Pesenti, che del patto è il presidente, ha speso parole tranquillizzanti: «Non credo», ha detto rispondendo a una domanda, che ci sarà lo scioglimento.

Secondo indiscrezioni diffuse dall’agenzia Ansa, l’appuntamento si sarebbe svolto in un buon clima e almeno una parte degli incerti parrebbe aver preso la decisione di sottoscrivere: dovrebbero aderire Fiat (un’indicazione in questo senso è attesa dall’assemblea di martedì tra gli azionisti del gruppo torinese), Intesa san Paolo, Mediobanca, Pirelli, Fondiaria Sai, Italmobiliare del gruppo Pesenti, Lucchini. I manager di Assicurazioni Generali ci stanno ancora riflettendo, mentre non sottoscriveranno i Benetton e Merloni.



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