Domenica, 22 ottobre 2017 - ORE:15:39

Stipendi italiani: tra i più bassi in tutta Europa. Fornero: «Bisogna aumentare la produttività»


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Secondo il recente rapporto dell’Eurostat, il ”Labour market statistics” ,le buste paga italiane sarebbero tra le più basse in Europa. Sono state prese in esame le aziende con almeno dieci dipendenti, i risultati sono alquanto diversi rispetto a quelli del 2009. Gli stipendi italiani(23.406 euro) sono la metà di quelli tedeschi(41.100euro), in Grecia e a Cipro addirittura di guadagna di più, sotto l’Italia si trovano solo Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia, che certo non sono comparabili al nostro sviluppo industriale.

La classifica secondo i dati Eurostat: sono calcolati i redditi medi lordi rilevati nel 2009

PAESE – RETRIBUZIONE LORDA ANNUA (in euro)

LUSSEMBURGO 48.914
PAESI BASSI 44.412
GERMANIA 41.100
BELGIO 40.698
IRLANDA 39.858
FINLANDIA 39.197
FRANCIA 33.574
AUSTRIA 33.384
GRECIA 29.160
SPAGNA 26.316
CIPRO 24.775
ITALIA 23.406
PORTOGALLO 17.129
SLOVENIA 16.282
MALTA 16.158
SLOVACCHIA 10.387

La classifica è stata stilata anche secondo la percentuale di crescita delle retribuzioni, l’Italia figura tra i paesi più lenti dal 2005 al 2009: il rialzo è stato del 3,3%, molto distante dal +29,4% della Spagna, dal +22% del Portogallo. E anche i Paesi che partivano da livelli già alti hanno messo a segno rialzi rilevanti: Lussemburgo (+16,1%), Olanda (+14,7%), Belgio (+11,0%) e Francia (+10,0%) e Germania (+6,2%).

Il Ministro del lavoro Fornero conferma questa situazione, in un intervista a New York( dove si trova per una conferenza Onu sponsorizzata dall’Italia) dice ”Abbiamo i salari più bassi dell’ Eurozona, e i costi del lavoro troppo alti”, le soluzioni per risolvere questo caso sarebbero per il Ministro insistere sulle pensioni e lavorare sull’articolo 18.

Inoltre propone una riforma che preveda una flessibilità positiva, una revisione degli ammortizzatori sociali che non stravolga del tutto l’assetto corrente da far entrare in vigore tra tre o cinque anni. Il Ministro Fornero è pienamente convinta che per incrementare il salario bisogna incrementare la produttività. Fornero spiega anche che è necessario porre fine alle cosiddetto ”dimissioni in bianco” imposte alle donne al momento dell’assunzione sul posto di lavoro, oltre che scardinare gli stipendi troppo bassi.

Per quanto riguarda la situazione delle donne nel lavoro, l’Italia sembra avere la sua rivincita: la differenza in percentuale degli stipendi tra uomo e donna sarebbe del 5%. Lo conferma un’altra statistica dell’Eurostat: l’ ”unadjusted gender pay gap”, ossia la differenza tra la paga di un uomo e una donna, che in Slovacchia e Romania sale al 17 %. Ma non è tutto oro quel che luccica, infatti il gap italiano così basso non deriva da un merito del nostro paese bensì da un demerito, infatti il risultato è così basso a causa della disoccupazione femminile e il basso numero di assunzioni part time.

Il Ministro Fornero torna a battere sul tasto dolente dell’economia italiana, bisogna modificare la flessibilità del mercato, che per ora ha creato solo situazioni precarie, bisogna che l’Italia attui un piano economico più inclusivo, aumentare la produttività con tecnologie, investimenti e innovazioni. Maggiore produttività anche con contratti a termine che costeranno di più alle imprese e la creazione di un apprendistato che faciliti l`accesso al mercato del lavoro da parte dei giovani spingendo le aziende ad investire su di loro.



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