Venerdi, 24 febbraio 2017 - ORE:06:52

Una nuova tassa sulle sigarette elettroniche


sigarette elettroniche

Il nodo della questione: tassare o no le sigarette elettroniche?

La questione è tassare o meno un prodotto che sta spopolando non solo in Europa ma anche in tutto il mondo. Le sigarette elettroniche non sono ancora state tassate perché c’è ancora incertezza se siano un dispositivo medico con scopi curativi o un mero sostituto del tabacco. Se venisse ritenuto un prodotto da fumo allora andrebbe applicata la regola delle sigarette, cioè la vendita esclusiva in tabaccheria, i divieti pubblici e, naturalmente, gli sarebbe applicata l’accisa, cioè la tassa che grava anche sulle sigarette classiche. Se invece ci si azzarda a immaginarle come dispositivi medici, dovrebbero essere vendute nelle farmacie.

Un consumo che sale vertiginosamente

La sigaretta elettronica è un brevetto che viene dalla Cina, lì viene prodotta e il costo di una sigaretta di buona qualità, Iva e dazi compresi, acquistata dal grossista costa approssimativamente 25 euro. In Europa viene rivenduta con un carico del 100%, a circa 65 euro. Se ci si guarda intorno anche nelle nostre città italiane si noterà che i negozi di sigarette elettroniche stanno spuntando come funghi, nella più totale assenza di una normativa e di una tassazione. Quello della «e-cig» è un business che fa tanta gola ai mercati e soprattutto allo Stato, il quale, tassando il consumo che sale vertiginosamente, guadagnerebbe un ammontare di 50 milioni di euro. Secondo i Monopoli del 2013 non tassando la sigaretta elettronica si perderebbero circa 700 milioni di euro. Un buco, che rischia di ampliarsi in futuro e che va chiuso prima che diventi una voragine.

sigaretta-elettronicaLe diatribe tra Finanza, Ministero della Salute e Multinazionali

Il Ministero della Salute ci sta lavorando da mesi senza raggiungere alcuna conclusione utile, le Finanze pressano affinchè la sigaretta elettronica sia oggetto di una tassa, ma quale? Dal Pd arriva la proposta di tassare direttamente il consumo del prodotto eliminado l’accisa, imponendo dunque un regime fiscale più semplice e leggero. Questa soluzione che sarebbe la migliore per i  produttori e i rivenditori. Le multinazionali del tabacco spingono invece per  di tassare i filtri. Entrambe ipotesi, però, non piacciono alle Finanze perché dicono che garantirebbero un gettito misero.

Nel mentre che mercati, finanze e ministeri si fanno in quattro per trovare una soluzione efficace, i consumatori, in vista di un ipotetico picco dei prezzi, fanno rifornimenti di filtri e ricariche. Le filiali delle sigarette elettroniche si trovano anche sul web e trovare un rivenditore a poco è un gioco da ragazzi.



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