Venerdi, 24 febbraio 2017 - ORE:06:52

Irlanda: Crollo dei prezzi sugli immobili, proteste dei giovani


Attualmente l’Irlanda sta affrontando un grossa crisi finanziaria. Qui in italia non siamo da meno, ma là la situazione sembra davvero critica. Si parla di una crisi che ha colpito direttamente il sistema bancario irlandese. Quindi non solo stiamo parlando di una crisi economica, ma anche di una crisi bancaria.  Se in Grecia la crisi non era derivata dall’ instabilibilità delle banche, in questo caso era stata causata dal debito pubblico, generato da spese fiscali non a norma; di conseguenza il deficit era schizzato al 12,5%, provocando, come è logico in questi casi, una sfiducia generale sull’attendibilità delle statistiche economiche greche. Sono esattamente queste la cause più comuni di un possibile fallimento economico. Ma come siamo arrivati a questo situazione in Irlanda? Soltanto 20 anni fa sul piano economico e finanziario, l’Irlanda era riuscita a scavalcare in termini di rischio crisi molti paesi, tra cui Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Danimarca. Addirittura si era registrato un  Pil pro capite pre – crisi superiore a quello della Svezia, uno dei paesi più stabili e ricchi dell’Unione Europa.

Il vantaggio dell’Irlanda era sicuramente la politica fiscale che facilitava le imprese e le attività aziendali; questo grazie anche all’Aliquota del 12,5% (una delle più basse e criticate in Unione Euopea). Inoltre la bassa pressione fiscale permetteva maggiori margini per condurre uno stile di vita migliore. In quelli anni la flessibilità economica e il buon uso dei fondi rilasciati dall’UE, resero l’Irlanda un vero e proprio modello da seguire sul piano dell’organizzazione economica. Addirittura è noto che molti membri dell’UE volessero suggerire a noi italiani di adottare misure similari all’Irlanda per la zona del Meridione.

Per quanto riguarda l’attuale crisi, abbiamo ribadito che non è stata colpa in primis dell’economia statale irlandese, bensì delle banche. Infatti esse non hanno retto l’impatto con la bolla immobiliare. Tra il 1996 e il 2006 sono stati erogati pre­stiti ai consumatori per una quantità di immobili con una quotazione sopra lo standard, per quanto riguarda il valore di mercato. Infatti i prezzi delle case a Dublino erano schizzati alle stelle, tanto da risultare anche più cari degli immobili londinesi. Tuttavia, con la crisi e il fenomeno di bolla immobiliare, negli ultimi 5 anni i prezzi delle case sono crollati, e il risultato è stato eclatante: Si parla di un abbassamento del valore di mercato pari al 47% per gli immobili irlandesi. Questo ovviamente ha messo in difficoltà le società bancarie, che si sono viste costrette a chiedere una mano al governo per risanare i propri debiti. Così il governo si è visto costretto a concedere 50 miliardi per non far fallire le banche. Una cifra che sicuramente ha messo a dura prova l’Irlanda, se pensiamo che  50 miliardi corrispondono quasi al 28% del prodotto interno lordo dello stato. La conseguenza è stato un deficit altissimo che ha generato un debito pari al 30% del pil.

Le contestazioni che sono seguite dopo queste vicende, hanno soprattutto coinvolto giovani provenienti da ambiti universitari. Si è pure interessato della vicenda un movimento di protesta irlandese chiamato Occupy Dame Street, che ha organizzato diverse manifestazioni e occupazioni di fronte alla Central Bank of Ireland.

Possiamo dire in tutto questo, che l’Irlanda ha commensso un ingenuità, ma rispetto alla situazione della Grecia, gli Irlandesi non hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità; essi si sono sempre attenuti alle regole, senza speculare sulle statistiche economiche.



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