Venerdi, 24 febbraio 2017 - ORE:06:51

La Germania dà il via al Fondo salva- Stati europeo


Alle 10 di questa mattina è partita la consulta per l’approvazione dell Esm («European Stability Mechanism»), il Fondo salva-Stati europeo. La decisione dei giudici di Karlsruhe sul Patto Ue è risultata positiva e i fiscal compact e il meccanismo europeo di stabilità Esm sono compatibili con la costituzione tedesca. Alle 10:13 è partito l’ok definitivo del  Bundestag e del Bundestrat (ovvero, il Parlamento federale tedesco e il Consiglio federale), tuttavia il Patto fiscale e l’Esm sono limitati ad una condizione:  gli impegni di pagamenta della Germania non dovranno superare i limiti nel trattato senza l’approvazione del popolo tedesco e Berlino non dovrà quindi dare un contributo superiore ai 190 miliardi di euro già destinati all’Esm.

Il via libera tedesco era fondamentale per poter risollevare la situazione economica in tutto il centro europa, il piano di salvataggio sarà applicato per primo ai paesi più vulnerabili come la Spagna come annunciato dal primo ministro Mariano Rajoy: «Oltre alla crescita, l’unica opzione che sto considerando è il ricorso al meccanismo annunciato dalla Bce», ha spiegato, escludendo però «del tutto di chiedere un aiuto per tutto il Paese».

La novità del piano sta nella sostituzione del vecchio European Financial Stability Facility con l’Esm: l’ Efsf prima di poter attivarsi concretamente doveva raccogliere risorse emettendo sul mercato bond garantiti dai Paesi stessi. Ora invece con il Fondo salva-Stati ci saranno risorse accumulate progressivamente nel corso dei prossimi anni, ogni Stato che ne prenda parte dovrà versare una quota per raggiungere la soglia di 500 miliardi di euro.

Appena partito il piano di salvataggio anti crisi tutti i listini europei migliorano: Milano incrementa con un rialzo all’1.13% e l’euro alza il suo valore di 1: 1.2885 dollari; a  Francoforte il Dax guadagna lo 0,98%, a Parigi il Cac40 lo 0,8%.
Lo spread tra il Btp decennale e il Bund scende a 343 punti, dopo essere salito fino a 353. Il tasso sul titolo del Tesoro cala al 5,06%.

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso afferma: «Non ci devono essere muri che dividono gli Stati, dobbiamoevitare il provincialismo nazionale, e non possiamo permettere che l’ordine del giorno europeo sia scritto dai nazionalisti» inoltre  «Tutti devono rispettare l’indipendenza della Bce» che «non può e non intende finanziare i governi». Barroso mette in guardia contro l’indifferenza nei riguardi degli Stati europei, auspica in fine un progressivo cammino verso una federazione di stati-nazione.

 



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