Venerdi, 26 maggio 2017 - ORE:07:23

Le responsabilità della crisi greca

il debito greco la responsabilità della crisi

il debito greco la responsabilità della crisi greca

Grecia: uno sguardo all’economia

La Grecia ha un debito pubblico che attualmente ammonta a 370 miliardi, le banche hanno chiuso, il tasso di disoccupazione è il più alto d’Europa a 25,4% -anche per quella giovanile al 49,7%-, il pil del primo trimestre in calo al -0,2% dopo il -0,4% dell’ultimo del 2014.

Le riflessioni sulla crisi: Stiglitz e Sdogati

Da una notizia riportata dal sito di trading ForexItalia24 ci si chiede a viso aperto se la Grecia sarà in grado di rialzarsi dall’ingente debito pubblico che si ritrova sulle spalle. La risposta sembra averla trovata Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia nel 2001; egli sostiene che no, la Grecia non sarà in grado di ripagare il debito contratto con la BCE. Tuttavia; Stiglitz afferma che se la Grecia uscisse dall’Europa ne trarrebbe un maggiore beneficio: ad un primo momento di adattamento -e aggiungerei scosse di assestamento dal momento che la dracma sarebbe svalutata del 40% rispetto all’euro- seguirebbe una crescita costante e rassicurante.

Della stessa opinione è l’economista Fabio Sdogati, Professore al Politecnico di Milano. L’austerità, secondo i due esperti, non funziona per risanare il debito pubblico. La “medicina” somministrata alla Grecia è in realtà un veleno. Sdogati riflette anche sul piano di austerità in generale e vede in esso uno strumento malfunzionante: infatti, la Grecia non è l’unica economia in difficoltà, a patire le conseguenze dell’austerity vi sono anche Spagna, Portogallo e Italia.

Le responsabilità della Grecia e della troika

Già a Febbraio 2015 i rapporti del Fondo Monetario e uno studio del parlamento Europeo evidenziavano che il programma stilato per Atene fosse stato un insuccesso. Il risanamento del debito sarebbe dovuto partire addirittura nel 2010 per rendere meno traumatico l’impatto sull’economia greca ma l’opzione fu bocciata per motivi politici all’interno dell’Unione Europea.

La responsabilità della crisi greca ricade sia sulla Grecia sia sulla troika, l’organismo di controllo informale nato nel 2008, spesso definito “triumvirato” perché composta da tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), Banca centrale europea (BCE) e Commissione europea (CE). La troika ha fallito perché i piani di azione di sono basati su previsioni errate ( e troppo ottimiste): si pensava che il debito greco non avrebbe mai superato il 154% del Pil quando oggi è al 175% e che per ogni euro di aumento delle tasse ci sarebbe stato un calo del prodotto di 0,5 centesimi quando invece il calo ad oggi è di 1.50 centesimi. Nonostante alla Grecia sia stato concesso il pacchetto di assistenza finanziario più alto della storia (240 miliardi di euro) la crisi si è aggravata.

Le colpe della Grecia sono le adempienze nel corso degli anni passati: evasione fiscale alle stelle, pensionamenti precoci, tassi d’interesse a livelli ridicoli. Inoltre, Tsipras non è riuscito a raggiungere l’intesa con i capigruppo del suo stesso governo e si è visto costretto ad un rimpasto politico. Il 17 luglio ha sostituito infatti i ministri che si erano opposti all’accordo con i creditori internazionali. L’ultimo passo falso della Grecia è stato compiuto nei mesi di giugno e luglio: mezzi di trasporto gratis. Cosa che è costata ben 10 milioni di euro alla Grecia che ora punta a raddoppiare il costo del biglietto.

La fragilità del governo greco emerge anche con la decisione del referendum del 5 luglio: il popolo greco non vuole accettare le condizione imposte dall’Unione Europea per rimanere in Europa e questo complica maggiormente la questione.



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